Non lo so se si tratta di un problema solo mio o se sia più diffuso di quanto io immagini, ma spesso mi prendo a cuore la sorte di chi mi sta accanto, fin troppo.. soprattutto degli amici che ragionano con la coda, gli impulsivi che si lasciano trascinare dall'istinto, ma che tuttavia si innamorano perdutamente e follemente, sciaguratamente sempre delle intrepide str.nze che prima li usano come scarpe e poi li sostituiscono come fossero roba da buttare.. così prima la preoccupazione è far loro capire che certe verità sono autoevidenti (ved. corna) ma l'ascolto che dedica chi è innamorato perso è pari a zero.. (motivazione: lei è santa e tu sei solo invidiosa/gelosa/sfigatissima al confronto con lei.. dea indiscussa del creato!) e poi si beccano le corna da non passare più dal portone di casa. Ma lei non era la perfetta donna della tua vita che ricambiava il tuo sentimento e non ti avrebe tradito mai? Non è detto debb aaccadere sempre, ma c'è chi ha fatto un abbonamneto a tutto ciò.. strano che non si riesca a disdire.. chissà?
A forza di parole e gesti di amicizia hai prova che la depressione, dopo settimane o mesi, nei casi gravi, è scongiurata. Sei felice che stiano meglio. Poi zac.. eccola la nuova freccia di Cupido. Te lo aspettavi.. il silenzio è uno dei sintomi.. ma nel frattempo li avranno capiti gli errori? Sarà chiaro coem scongiurarli? Ecco nelle risposte il disinteresse, la distrazione e tanto altro.. Aspetti giorni, settimane.. e poi li metti di fronte al "Ci risiamo!" (con parole più creative) e pensi fra te.. "stavolta vorresti evitare di rifare gli stessi errori (di coda) per evitare (le corna)?"
Invece che sentire un bel "Grazie per essermi rimasta accanto mentre il Mondo mi voltava le spalle! Ora sono felice!" e bla la bla.. mi tocca subirmi prima di tutto frasi del tipo "mi sento criticato/controllato/non libero di parlare. O ancor peggio: "Tu non c'entri!" Certo.. ora il Mondo può sparire al cospetto della nuova regina del cuore in questione, e se anche tu mettiamo caso avessi dei problemi, voglia di sentire la domanda "Come stai?", "C'è qualcosa che posso fare?".. nulla.. già sei sparita, non lo hai capito? Come stai tu non importa, cosa fai tu è indifferente.. basta che non rompi! Perché ora che non è più solo tu non hai più una funzione pratica e te ne puoi anche sparire. Non se ne accorgerebbero comunque. Ed ecco il solito silenzio tombale, chi s'è visto s'è visto.. e la buona cara amica capace di ascoltare e consolare si trasforma in un lampo nella vecchia acida strega che altro non fa che essere "pessimista come la pece/fare nefaste previsioni"
Ma allora tanto vale mettere una bella distanza (almeno temporanea.. o eterna, chi può dirlo?) fra me e questi "amici", fare davvero la strega, essere crudele, metterli di fronte ai loro limiti.. Se avranno bisogno, troveranno di certo una povera "str.nza" sensibile e di buon cuore, capace di mettere da parte un po' di tempo per loro, che li consoli, li ascolti.
Io onestamente riscontro ormai un certo gusto macabro nell'infierire sulla fragilità del bisogno maschile di farsi guidare dalla propria coda e aggrapparsi alle prime illusioni che una donna profila.. Ormai come amica consolatrice degli afflitti non vado più troppo bene.. cercatevene un'altra.. sperando non debba servirvi! Ma se avete l'abbonamento alle corna.. guardatevi bene le spalle e soprattutto.. allo specchio! =)
lunedì 12 gennaio 2009
lunedì 15 dicembre 2008
Pesce fuor d'acqua..
Mi consolo pensando che prima o poi debba per forza capitare a tutti di sentirsi, anche solo per un attimo nella vita, un pesce fuor d'acqua in certe situazioni.. anche ad una giaguara!
Deve essere qualcosa di naturale accorgersi di aver creduto di far parte di un certo gruppo, in un certo ambiente, per poi doversi rendere conto, con amarezza, lentamente, giorno dopo giorno, oppure ad un tratto, nella sola frazione di un secondo, che a quell'ambiente, a quel gruppo, non si appartiene affatto. Perché siamo come siamo, "non all'altezza" secondo qualcuno, oppure perché semplicemente noi stessi siamo fedeli a noi stessi e sappiamo di dover fare un certo percorso, in cui non possiamo portarci appresso certi più o meno pesanti fardelli, fatti di compromessi con gruppi e ambienti che ci vorrebbero omologati ad un gregge "beeelante" cui ci ribelliamo.
Amarezza e consapevolezza sembrano essere sempre così vicine, che credo in fondo siano le due facce della stessa medaglia, quella delle delusioni nel sentirci "esclusi" ma che ci fanno crescere, maturare, riuscendo così a valutare con maggiore lucidità, chiarezza, cosa per noi conta davvero, e cosa invece in fondo può essere trascurato, lasciato da parte, abbandonato.. forse per sempre.
Deve essere qualcosa di naturale accorgersi di aver creduto di far parte di un certo gruppo, in un certo ambiente, per poi doversi rendere conto, con amarezza, lentamente, giorno dopo giorno, oppure ad un tratto, nella sola frazione di un secondo, che a quell'ambiente, a quel gruppo, non si appartiene affatto. Perché siamo come siamo, "non all'altezza" secondo qualcuno, oppure perché semplicemente noi stessi siamo fedeli a noi stessi e sappiamo di dover fare un certo percorso, in cui non possiamo portarci appresso certi più o meno pesanti fardelli, fatti di compromessi con gruppi e ambienti che ci vorrebbero omologati ad un gregge "beeelante" cui ci ribelliamo.
Amarezza e consapevolezza sembrano essere sempre così vicine, che credo in fondo siano le due facce della stessa medaglia, quella delle delusioni nel sentirci "esclusi" ma che ci fanno crescere, maturare, riuscendo così a valutare con maggiore lucidità, chiarezza, cosa per noi conta davvero, e cosa invece in fondo può essere trascurato, lasciato da parte, abbandonato.. forse per sempre.
martedì 9 dicembre 2008
Giaguara's Blog
Qualcuno sostiene che io assomigli (almeno nel carattere) ad una giaguara. Sì, proprio così.. =)
Con un po' di diffidenza, quando mi è stato detto, ho avuto un sobbalzo improvviso: da cosa deriverà mai questo paragone? Perché mai e soprattutto come sono riuscita a dare questa idea tanto "felina" di me? Per documentarmi sulla possibile motivazione che ha spinto "questo qualcuno" a chiamarmi così ho cercato maggiori informazioni e, stando alla descrizione wikipediana del felino in questione, ho scoperto che è considerato il più "grassottello", tozzo e goffo. Non nascondo che ero molto delusa.. ma al di là di questo credo di averne capito il vero senso.. quello insomma più legato al carattere piuttosto che all'aspetto! Sono una persona curiosa, attenta, a volte forse troppo "impicciona".. Mi piace vedere che succede attorno a me, osservare le dinamiche tra le persone, intuire ciò che potrebbe accadere di lì a poco, trovare soluzioni ai piccoli-grandi problemi della quotidianità di chi mi circonda (e sperimentarne l'efficacia.. purtroppo non sempre con successo).. così come un attento giaguaro osserva il Mondo stando sul suo ramo preferito..
Con un po' di diffidenza, quando mi è stato detto, ho avuto un sobbalzo improvviso: da cosa deriverà mai questo paragone? Perché mai e soprattutto come sono riuscita a dare questa idea tanto "felina" di me? Per documentarmi sulla possibile motivazione che ha spinto "questo qualcuno" a chiamarmi così ho cercato maggiori informazioni e, stando alla descrizione wikipediana del felino in questione, ho scoperto che è considerato il più "grassottello", tozzo e goffo. Non nascondo che ero molto delusa.. ma al di là di questo credo di averne capito il vero senso.. quello insomma più legato al carattere piuttosto che all'aspetto! Sono una persona curiosa, attenta, a volte forse troppo "impicciona".. Mi piace vedere che succede attorno a me, osservare le dinamiche tra le persone, intuire ciò che potrebbe accadere di lì a poco, trovare soluzioni ai piccoli-grandi problemi della quotidianità di chi mi circonda (e sperimentarne l'efficacia.. purtroppo non sempre con successo).. così come un attento giaguaro osserva il Mondo stando sul suo ramo preferito..
Iscriviti a:
Post (Atom)